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Gli attacchi di panico provocano sensazioni terribili, ma non sono pericolosi. Sono causati da un normale meccanismo di risposta del nostro corpo quello del “lotta o fuggi”, anche conosciuto come sistema nervoso simpatico. Questo meccanismo serve quando ci troviamo di fronte ad una belva feroce o ad altro tipo di pericolo. Ma perché il nostro corpo si mette in questo stato di allerta malgrado non vi sia alcun pericolo? La nostra mente, confusa, salta alla conclusione che stiamo per morire o impazzire.
Nonostante il fastidio intenso, gli attacchi di panico non sono nocivi al nostro organismo. Infatti durante l’attacco di panico siamo al nostro picco massimo di “lotta o fuggi”. Ora che sappiamo questo tutti i sintomi degli attacchi di panico assumono un significato preciso. Il battito cardiaco aumenta per pompare più sangue a muscoli e cervello. Anche la respirazione aumenta d’intensità per apportare una quantità maggiore di ossigeno a muscoli e cervello. I nostri muscoli e la nostra mente sono pronti per “lottare o fuggire”, ma restiamo immobili, perché non c’è nessun pericolo da cui difenderci. Quindi cominciamo a sudare, per raffreddare il corpo. Le pupille si dilatano per aumentare la percezione visiva utile durante un combattimento. In più tutto il resto del nostro corpo riceve meno sangue, in modo particolare gola, stomaco ed intestino, questo può portare ad una sensazione di nausea o di soffocamento, come un grumo alla gola. A molti, durante l’attacco di panico capita di avere diarrea. Tutto questo, come già detto, è fisiologico se dovessimo “lottare o fuggire”. Ma se non lottiamo o fuggiamo, i sintomi aumentano, si rafforzano, non sono nocivi, ma le sensazioni diventano sempre più sgradevoli. Per esempio se non scarichiamo la tensione muscolare il nostro corpo comincia a tremare. In più, iperventilando troppo a lungo, senza bruciare l’ossigeno, si verificherà un formicolio alle dita e talvolta una sensazione di depersonalizzazione (come se il nostro corpo non fosse più il nostro) o derealizzazione (il mondo non sembra più reale) fino alla perdita dei sensi. Anche tutto ciò non è dannoso per il nostro organismo. Infatti i pescatori di ostriche praticano l’iperventilazione prima di immergersi, finché non raggiungono il sintomo di formicolio alle dita, in questo modo possono resistere sott’acqua per 2/5 minuti. Malgrado tutte queste sensazioni estreme, misurando i segni vitali di una persona in preda ad un attacco di panico, la frequenza cardiaca e la pressione non cambiano di molto. Ad esempio la frequenza cardiaca aumenta, mediamente, solo di 5 battiti al minuto, mentre la pressione sanguigna aumenta di solo 5 millimetri di mercurio. In conclusione perché vi ho raccontato queste cose? Sicuramente per farvi prendere maggior consapevolezza sul meccanismo degli attacchi di panico, ma anche per suggerirvi una tecnica che mi ha aiutato parecchio. Come dicevamo prima l’attacco di panico serve per “lottare o fuggire”, quindi mi sono detta “perché non farlo?” – In casa mi sono fatta appendere un bel sacco da pugile, ai primi sintomi, appena sentivo l’attacco di panico arrivare, cominciavo a prendere a pugni il sacco (lottare). Scaricando tutta la tensione. Se mi trovavo a passeggio e l’attacco di panico si presentava, prendevo a correre (fuggire), in questo modo ho imparato a bloccare tutti i sintomi sul nascere. Dopo pochi mesi di questa “cura” sono guarita. E sicuramente ora sono più in forma.
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