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Pagina 2 di 12 Le posizioni esistenziali I bambini sono aperti a tutti i tipi di influenze. Il tocco, nelle prime 6 settimane di vita, ed anche dopo in misura minore, rappresenta un elemento fondamentale per infondere nel bimbo sicurezza e fiducia. In seguito, con l'educazione, i bimbi vengono per così dire «programmati» e perdono in parte la loro ricettività. Essere toccati od essere ignorati dagli altri sono messaggi che i bambini percepiscono in maniera profonda. In seguito imparano a guardare le espressioni dei volti ed a rispondere ad esse così come accade per il tocco ed i suoni. Un bimbo che viene accarezzato ed a cui si parla amorevolmente riceve perciò dei messaggi ben diversi di uno che viene ignorato o trattato male. Un bimbo che riceve pochi tocchi e poche attenzioni può, ad esempio, arrivare alla conclusione di essere una nullità e comunque qualcosa di non buono. Questo porterà in lui la convinzione di essere NON OK. La prima cosa che un bambino, già nei primi anni, decide confrontandosi con il mondo è quale delle seguenti posizioni esistenziali ricoprirà nella vita: Io non sono ok, gli altri sì Io sono ok, gli altri no Io non sono ok, gli altri neppure Io sono ok, anche gli altri lo sono
Il bimbo, pertanto, deciderà di assumere una posizione che sarà dominante nel suo carattere, mentre le altre, pur coesistendo, avranno un peso minore. Va notato che l'atteggiamento universale nella primissima infanzia è quello «Io non sono ok, gli altri sono ok». Questo accade poiché il bambino, a causa della sua situazione di dipendenza, si considera inevitabilmente inferiore alle figure adulte che lo circondano. Il bimbo crescendo potrà cambiare oppure no la sua posizione e, casomai, accettarne una migliore o peggiore.Vediamo ora il carattere di una persona quando ha assunto una delle posizioni esistenziali elencate sopra: 1. Io non sono ok, gli altri sì Questa persona si sente inferiore agli altri e tenderà alla depressione; in effetti è ancora nella medesima posizione della sua primissima infanzia. 2. Io sono ok, gli altri no È la persona che biasima gli altri per le sue miserie. Questa posizione viene assunta dai bambini maltrattati che arrivano a concludere "«Se mi lasciano solo sto benissimo, io non ho bisogno di nessuno, lasciatemi solo». Di solito questa posizione è sostenuta da odio anche se ben celato; spesso ne fanno parte i delinquenti, i fanatici ed i criminali. 3. Io non sono ok, gli altri neppure Questa persona non ha alcun interesse nella vita, ne sono un esempio gli abulici. È la posizione assunta da coloro che non hanno avuto affetto e attenzione nei primi mesi ed al loro posto hanno ricevuto rimproveri e percosse, magari anche dopo aver compiuto il secondo anno di età. 4. Io sono ok, anche gli altri lo sono È la persona che si piace e che accetta gli altri come sono. Mentre molti individui rimangono nella posizione «Io non sono ok, gli altri sì» per tutta la vita, ve ne sono altri aiutati dai genitori a superare questa posizione esistenziale ed a raggiungere quella «Io sono ok, gli altri sono ok». Va notato che, mentre le prime tre posizioni sono acquisite subconsciamente nella prima, la quarta può essere raggiunta anche da adulti mediante una decisione cosciente. È la posizione migliore, ma può essere accettata solo quando si dispone di un numero elevato di informazioni su noi stessi e gli altri. Queste posizioni non appaiono mai nello stato puro in quanto ogni persona, seppur in modo percentuale, tende a collocarsi in almeno tre di esse. In effetti anche una persona "Io sono ok, tu sei ok" difficilmente lo sarà in modo perfetto, ovvero al cento per cento. Se potessimo osservarla nel corso della sua vita noteremmo che in certi casi assumerà un atteggiamento di leggera superiorità (Io sono ok, tu non sei ok) oppure di inferiorità (Io non sono ok, tu sei ok). Sarà comunque difficile che arrivi ad assumere la posizione "Io non sono ok, tu non sei ok".
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