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Depressione, ansia e panico Stampa E-mail
Scritto da Salvatore Di Salvo   
Indice articolo
Depressione, ansia e panico
Episodio Depressivo Maggiore
Umore depresso
Depressione e volontà
Depressione, tempo e autostima
Il rischio suicidiario
Altri sintomi della depressione
Come riconoscere una depressione
Disturbo di Ansia Generalizzato (GAD)
Come riconoscere un GAD
Disturbo da Attacchi di Panico (DAP)
Come riconoscere un DAP
Le indicazioni terapeutiche
Note conclusive

Note conclusive

Di fatto depressione, ansia e attacchi di panico sono malattie curabili, specialmente con gli strumenti efficaci di cui disponiamo. E’ necessario uscire dalla dimensione parascientifica in cui questi disturbi vengonocollocati e ricondurre il problema in ambito medico. La fase acuta del disturbo deve essere attaccata con un intervento psicofarmacologico che, se adeguato e conseguente ad una corretta diagnosi, è in grado di risolvere la sintomatologia nell’80-90% dei casi.
E’ comunque necessario che all’intervento psicofarmacologico, che mira unicamente alla risoluzione dei sintomi, seguano da parte dello specialista indicazioni individualizzate.
La risoluzione della sintomatologia acuta non va intesa come la risoluzione definitiva del problema; è invece importante un’attenta e accurata valutazione della personalità globale, e non solo dei sintomi del paziente, in modo da poter fornire, una volta risolto lo stato di sofferenza acuta e a seconda delle necessità individuali, indicazioni sotto forma di semplici consigli sulla necessità di modificazioni dello stile di vita, oppure indicazioni di tipo psicoterapeutico o di tipo analitico (freudiano, adleriano o junghiano), oppure di terapia sistemica o anche di terapia comportamentista, senza pregiudizio alcuno sui vari tipi di intervento, che sono tutti validi purché effettuati da persone preparate e competenti.

La presente pubblicazione è inserita all’interno della “Campagna informativa su depressione e ansia” promossa dalla Associazione per la Ricerca sulla Depressione e patrocinata dal Ministero dell’Istruzione, della Università e della Ricerca, dalla Regione Piemonte, dalla Provincia di Torino, dal Comune di Torino, dall’Ordine dei Farmacisti e dall’Ordine dei Medici di Torino.

Commenti (3)add
grazie : ezio
questi articoli sono veramente efficaci,questi attacchi di ansie e panico,sono un calvario per la mente e per la vita,propria e di chi ci sta intorno..
io sono dell'idea che sono ereditari,cioe'che uno dei genitori ne abbia sofferto in precedenza,anche se magari con sintomi diversi,gli ultimi 25 anni hanno avuto cambiamenti notevoli,comunque le sensazioni di paura di morire,di paralisi alla testa,paure ad infarti,ictus,incomodita'nelle situazioni con amici,parenti,etc..e'insopportabile,penso molto al perche'di questa ossessione,il perche' ci donano la vita per poi levarcela,ecco,forse tutte le mie ansie e pseudo paure arrivano dal fatto di non poter avere queste risposte,cerco rifugio nella spiritualita'delle religioni e filosofie,o ancor meglio in persone che trasmettono insegnamenti e energie pure per lo spirito,e sono fenomenali.pero' a volte queste tranquillita' vengono turbate da ritorni di questi maledetti attacchi,e li'le sensazioni tornano davvero a essere sgadevoli,con necessita' di ricorrere a benzotodene,per alliviare la mente da questi sintomi e avere un esistenza"normale"...avete altri suggerimenti da proporre?
un saluto e grazie,il fatto di scrivere e sfogarmi e' stato di gran aiuto.
ezio
luglio 04, 2007
... : adriana
caro Ezio quuanto ti ccapisco soffro anc'hio di depressione dopo un ictus e nessuno vicino a me mi da un aiuto anzi
mio marito mi ha detto che gli sto dsui coglioni dopo tutto quelloche gli ho fatto prima di ammalarmi scusa lo sfogo ma ne avevo bisogno non ho nessuno con cui parlare
agosto 11, 2007
fiducia : monica
La vita purtroppo non è così semplice specie quando, per vari motivi, non sappiamo tirare fuori gli strumenti adatti per affrontarla. Da parte mia ho creduto nell'aiuto della psichiatra e soprattuto in quello della psicologa, ci sono andata da sola, nessuno mi ci ha spinta, anzi, perché dopotutto il mio bene mi stava a cuore più di ogni altra cosa. Certo non tutti hanno i mezzi e il tempo per curarsi, ma credo sia bene fare il possibile prima che le cose degenerino. Ad un certo punto non ha più senso soppesarsi tanto, cercare di giudicarsi e capirsi, non bisogna preoccuparsi tanto del proprio valore ma comprendere che se ci sentiremo bene sarà meglio per tutti, per noi e per chi ci sta intorno. In fondo ricorrere allo psicologo significa solo ricorrere alla parte più profonda di noi stessi, mentre sono scettica su tutte le altre filosofie di moda oggi, e nelle persone che non sono psicologi ma che si ergono a maestri di vita.
Monica
agosto 31, 2007
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