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Il denaro fa girare il mondo? Non proprio Stampa E-mail
Scritto da Luca Spoldi   

Cos'è che fa girare il mondo? Che ci spinge ad alzarci dal letto ogni mattina? Che ci dà più soddisfazione e ci fa sentire maggiormente appagati? Provate a dare la vostra prima risposta, poi ripensateci almeno un minuto, riflettendo sui pro e sui contro della scelta da voi indicata. Siete ancora sicuri che sia quella giusta? Perché nonostante la nostra società occidentale faccia di tutto per convincerci (riuscendovi, almeno superficialmente) che è "il denaro" la risposta e che la felicità sia avere sempre più denaro (denaro per comprare macchine più grandi, più veloci e più potenti, case più costose, abiti, gioielli, oggetti high-tech, viaggi e chi più ne ha più ne metta), le cose non stanno proprio in questi termini.

In una recente intervista su Emagazine, la rivista elettronica del gruppo finanziario elvetico Credit Suisse, Lord Chris Pattern, ultimo governatore inglese di Hong Kong prima che la città tornasse alla Cina, alla domanda "Lei è in politica da molto tempo. In base alla sua esperienza, è vero che il denaro fa girare il mondo?" ha risposto: "Il denaro lubrifica gli ingranaggi, ma non è l'unica cosa che conta. In Cina il partito comunista, intento ad arricchirsi, ha perso il suo senso della morale. Il vuoto che si è creato è una delle ragioni per cui la pratica religiosa si è così diffusa, anche se spesso in clandestinità; secondo me ciò spiega anche fenomeni quali il Falun Gong. In Cina, come altrove, ci sono sintomi ed emozioni molto più potenti del denaro. Tuttavia credo sia doveroso aggiungere che essi potrebbero rivelarsi pericolosi dove il denaro scarseggia".

Insomma, il denaro è utile, ma il segreto della felicità sta altrove: lo aveva già capito e teorizzato Abraham Maslow, considerato il padre della psicologia umanista, autore della celebre "piramide" a cinque livelli dei bisogni umani. Secondo Maslow la risposta alle domande "perché lavoriamo?" e "cosa ci serve per lavorare meglio?" risiedono nella soddisfazione di cinque tipologie di bisogni, di valore crescente. Soddisfatte le necessità fisiologiche (con salari e stipendi sufficienti a garantirci una vita dignitosa, in condizioni di lavoro fisicamente non rischiose e in un ambiente piacevole), sentiamo la necessità di soddisfare bisogni legati alla sicurezza (in termini di assistenza sanitaria e sociale, ma anche legati alla non precarietà del lavoro), alla socialità (l'organizzazione nella quale lavoriamo deve consentire interazioni tra colleghi, devono esistere strutture sociali e sportive, devono essere consentite riunioni e scambi di idee), all'ego (le mansioni che andiamo a svolgere debbono avere caratteristiche di autonomia e responsabilità, devono sviluppare la nostra identità, deve esistere una forma di riconoscimento dei risultati con premi e promozioni) e, ultimi e più importanti di tutti, all'autostima (l'impegno nei confronti dell'organizzazione viene premiato, il lavoro diviene la maggior espressione di chi lo ha svolto).

Avete letto da qualche parte "denaro"? Sì, all'inizio, quando col denaro dovete potervi pagare l'affitto di casa, i vestiti, il mangiare e la scuola per i vostri figli. Ma per essere felici dovreste poter godere di una elevata autostima, ossia il vostro lavoro deve potervi piacere e il fatto di farlo bene e non di farlo e basta dovrebbe essere motivo d'orgoglio, non farvi sentire un novello Fantozzi. In Cina Mao Tse Tung introdusse premi simbolici (delle coccarde rosse) per quei lavoratori che si erano distinti per il particolare impegno. Spazzato via il sogno (rapidamente divenuto l'oppressivo incubo di milioni di persone) del comunismo di Mao la Cina, sostiene Lord Chris Pattern (ed in questo concorda con la testimonianza che ci ha lascaito anche un osservatore acuto e indipendente come fu il giornalista Tiziano Terzani), alla Cina impegnata a scimmiottare l'Occidente capitalistico manca ormai ogni tensione morale.

Un fenomeno che purtroppo conosciamo molto bene anche in Italia, dove all'aumento di villette monofamiliari e fuoristrada da città sembra far riscontro anche un sempre minor rigore morale e semmai la macabra tendenza a sopprimere sempre più facilmente la vita di famigliari, amici e vicini di casa per quelli che un tempo si sarebbero detti "futili motivi". Siete sempre sicuri che il denaro sia la molla che vi fa muovere? Pensateci bene, la prossima volta porteremo qualche ulteriore argomento "scientifico" alla nostra tesi, che il danaro è utile, ma non dà la felicità.

Commenti (7)add
Il denaro e la felicità : Fabrizio
Ho letto attentamente l'aricolo di Luca, del quale non condivido proprio tutto. Intanto in Cina si viveva in un clima di assoluta miseria, la gente era ghettizzata in un territorio immenso chiuso sia a livello economico sia a livello culturale tenuto insieme da un regime totalitario come quello di Mao, dove milioni di persone vivevano di stenti di miseria e di ideologie atte a mantenere l'immensa popolazione cinese in una situazione di isolamento morale, culturale, economico, ideologico, che per certi versi, se vogliamo, era anche necessario visto il peso che demograficamente parlando ha la Cina nel nostro pianeta. Sicuramente la popolazione non era felice, e se sistemi di dittatura criminale come quella di Mao sono terminati, è perchè evidentemente il popolo non ce la faceva più. I "gagliardetti" che il governo dava a chi si distingueva nel lavoro o in altre faccende, avevano anche un rovescio, e cioè le torture, le repressioni, le epurazioni, le coercizioni, e le intere vite spese e sprecate per nulla, tipico di certi regimi. Il denaro è importante, perchè apre le porte alla facilità di vivere e quindi in parte al raggiungimento della felicità dell'individuo. Sicuramente bisogna unire al potere del denaro anche il potere della saggezza, che in caso di mancanza o assenza della stessa, si rischia di favorire e di innescare sistemi perversi comportamentali e socialmente devianti. Il valore al denaro, così come lo percepiamo, lo abbiamo dato noi. La felicità è una utopia che dura solo attimi, il denaro offre una sorta di continuità capace di favorire il nascere e il mantenersi di bolle di soddisfazione e felicità. Insomma Luca, tra ricchi e poveri, dove vorresti stare? Tra un paese ricco ed uno povero dove vorresti viviere con i tuoi figli? Forse nella Cina di Mao con una bicicletta, un pugno di riso e tanti sogni per essere felice? Io rimango in italia con il mio impiego statale, il mio stipendiuccio e più di qualche sogno realizzato.. un saluto.
aprile 06, 2007
Tra Italia e Cina : Luca
Caro Fabrizio,
anzitutto grazie dell'interesse e della risposta che mi dai, argomentando le tue perplessità. Dimostri interesse (e questo mi fa piacere come autore) e apertura mentale (e questo oltre che al sottoscritto sono sicuro faccia piacere a te per primo).
Mi parli della Cina e citi molti dei difetti di quel mondo. Verissimo, nulla da dire. Il "sogno" di molti idealisti degli anni Sessanta e Settanta in Occidente, lo scrive anche Tiziano Terzani nel suo ultimo libro (curato dal figlio e che raccoglie un'ultima serie di conversazioni tra padre e figlio sul senso di un'esistenza di certo molto complessa e intensa come fu la sua). E Tiziano Terzani in Cina ci stette, per anni, salvo esserne cacciato. Ma ha saputo commentare in modo equilibrato e intelligente anche i limiti (vistosi) del modello capitalistico occidentale. Che il denaro non sia l'unico segreto della felicità è comunque oggetto non più di discussione ma di "dottrina" in campo economico e sociologico da alcuni decenni... su questo chiederei un atto di fiducia non in me o nel fatto che insegno questa materia da una mezza dozzina d'anni all'Università Federico II di Napoli (potresti sempre pensare che io personalmente sia un professore idiota e fino a prova contraria il tuo dubbio non potrebbe essere fugato), quanto nel lavoro di molti più abili colleghi che da decenni, appunto, studiano la questione. Maslow è stato il primo, altri ne sono seguiti ed io nel pezzo ho riportato solo alcuni dei possibili commenti, tra i più recenti. Non volendo sostenere che un sistema sia migliore o peggiore dell'altro, ma che, come è, i soldi non fanno la felicità, dato che sono, al più, un ingrediente. Se hai un milione di euro in tasca e tuo figlio finisce sotto un tir sei felice? Non credo...
Se hai un cancro e lasci a tuo figlio il medesimo milione sei felice? Non credo, o almeno io al tuo posto risponderei "no" a entrambe le ipotesi.
Se sei povero e ti muori di fame sei felice? Certo che no! Ma se hai soddisfatto i tuoi bisogni primari (cibo, vestiti, sicurezza), credi che sia disponendo del famoso milione (o degli oggetti che con essi ti compri) e non, per dire, della salute, dell'affetto o dell'amicizia di altri esseri umani, che riesci ad essere felice? Io personalmente continuo a dire "no", ma qui la scelta è ovviamente discrezionale e personalissima. Spero di aver chiarito eventuali equivoci. Alla prossima e... continua a leggerci! smilies/wink.gif
aprile 07, 2007
Piccolo erore di battitura.. : Luca
Nella fretta di scrivere ho fatto saltare un pezzo di risposta... "Il sogno di molti idealisti...." etc etc dovrebbe chiudersi con la seguente frase "si è negli anni scoperto essere l'incubo di milioni di persone che in esso dovevano vivere", prima di "E Tiziano Terzani...". Altrimenti poco si capisce. Scusate...
aprile 07, 2007
Risposta a Luca. : Fabrizio
Ciao Luca, innanzitutto sgombriamo il campo da equivici fastidiosi, in non so chi tu sia, non ti valuto nè da "professore" ne da "universitario, docente, titolato o altro", tantomeno da idiota, ma da persona intelligente che si è posta una domanda legittima, volta ad analizzare due mondi, due sistemi diversi tra di loro, quello occidentale con quello orientale, il ricco e il povero, il benessere e la povertà, che è, forse, l'enigma dell'intera umanità. Tiziano Terzani, che tu citi spesso, grande giornalista, nel narrare i suoi racconti si è posto più di una volta il problema di quanta differenza ci fosse tra l'occidente, dal quale proveniva,(Firenze) con un mondo assai diverso, ma...non troppo l'oriente appunto, mondo dove la spiritualità e la saggezza dovrebbero fare la differenza, dovrebbero portare i rispettivi sistemi sociali a livelli di vita qualitativamente più elevati, più vivibili, ma proprio lui Terzani, si renderà conto che le cose non stanno proprio così quando, si troverà ad affrontare un problema decisamente difficile quale quello della cura del suo cancro. Lui tesso pensando alla medicina alternativa, metterà, alla fine allo stesso livello la medicina orientale con quella occidentale, considerandole ambedue difettose ma alle stesso tempo funzionali. Poi giunto alla fine del suo viaggio capirà che non c'è cura per il cancro, lo stesso si presenta perchè viviamo in continuo disequilibrio interiore, perchè l'affanno quotidiano ci porta ad uno stress continuo che ci fa ammalare, prima nell'anima e poi nel corpo. Se in oriente, o in Cina la vita è spiritualmente più sana, perchè si muore come in occidente? Perchè si vuole uscire a tutti i costi fuori dalla povertà e dalla "massificazione" che simili sistemi hanno creato? Nel suo libro "Buonanotte Signor Lenin" è raffiguata tutta una tipologia di società economicamente povera ma ricca di ideologia, che è pronta per esplodere da un momwento all'altro, per un pò di benenssere. Un viaggio allucinante nella Siberia del golpe del 1991/92, attraverso un sistema perverso quale è stato quello comunista il quale, nell'operare indisturbato per tanti anni ha creato disequilibri tremendi ora potenzialmente pericolosi per tutto il mondo. Ma questa è un'altra storia. Mi chiedo poi, ma il Sig. Terzani, se fosse stato povero, avrebbe potuto fare un viaggio nella sua interiorità così profondo e intenso, girando tutto il mondo da un capo all'altro toccando metodi di cura differenti e scoprendo che alla fine l'unica cura a cui si sia effettivamente sottoposto e la vecchia chemioterapia, in uno degli ospedali più all'avanguardia del mondo (New York) dove gli "aggiustatori" come li definiva lui, nella sua freddezza, operavano in modo più tecnico rispetto ai vari santoni o guru in India o in Cina i quali gli proponevano varie pozioni magiche che lui automaticamente gettava via. Cultura, spiritualità, supestizione, ideologia, Yoga, meditazione, non gli hanno dato la formula vincente per il cancro, i "soldi" gli hanno almeno dato la possibilità di non pensarci e un'opportunità di riuscirci come non accade per il 90% dei pazienti meno abbienti. Che dire, penso siamo daccordo sul fatto che i soldi non diano tutto, ma sicuramente alleviano molte cose, anche il dramma di perdere un figlio, di avere una malattia, di trovarsi paralizzati in merito ad un incidente, immagina, caro Luca, se un disgraziato che si trova a virere un dramma simile sia anche povero, come dire: "il cacio sui famosi maccheroni", non trovi? Io sono solo un Sociologo, che ha girato un pò di mondo, ma che conosce poco delle regole che effettivamente lo amministrano, ma una cosa l'ho capita, a partire dal polo nord fino al polo sud, c'è una spasmodica ricerca di "benessere", ricerca che da origine ad una moltitudine di immensi sistemi economici, burocratici, ideologici, politici dai quali ognuno fugge ma poi si ritrova unito nel perseguimento del "benessere" appunto. Terzani, non si muoveva nelle fogne di Calcutta a piedi nudi, non condivideva l'olezzo, i pidocchi e la miseria degli "intoccabili", non è stato costretto a "vendere" le sue "ossa" per fare sposare la figlia, tratto dal libro "La città della gioia". Lui ha un pò "osservato" la miseria con gli occhi degli altri, il suo pregio e la sua intelligenza è stato nel riconoscerlo.
aprile 12, 2007
Grazie dello stimolo, Fabrizio : Luca
Io sono solo un Sociologo, che ha girato un pò di mondo, ma che conosce poco delle regole che effettivamente lo amministrano, ma una cosa l'ho capita, a partire dal polo nord fino al polo sud, c'è una spasmodica ricerca di "benessere", ricerca che da origine ad una moltitudine di immensi sistemi economici, burocratici, ideologici, politici dai quali ognuno fugge ma poi si ritrova unito nel perseguimento del "benessere" appunto. Terzani, non si muoveva nelle fogne di Calcutta a piedi nudi, non condivideva l'olezzo, i pidocchi e la miseria degli "intoccabili", non è stato costretto a "vendere" le sue "ossa" per fare sposare la figlia, tratto dal libro "La città della gioia". Lui ha un pò "osservato" la miseria con gli occhi degli altri, il suo pregio e la sua intelligenza è stato nel riconoscerlo

Caro Sociologo, pur non valutandoti a mia volta dal titolo "baronale" (;-)) ) sono assolutamente d'accordo con te. I soldi non fanno la felicità. Ma certo aiutano in un mondo materiale dove se non puoi permetterti di pagare l'affitto resti a morire di fame sotto i ponti. In Italia come in India o in Cina...
Ti dirò di più, se sei un sociologo in cerca di nuove "emozioni" (o comunque di incontro/scambio con persone di varia estrazione, cultura e paesi del mondo) prova a fare un salto "a tempo perso" su SecondLife (che cito in altri miei scritti). Noterai, se andrai come sono certo oltre la superficialità con cui alcuni giornalisti la dipingono, che è un'arena "virtuale" ma molto viva e interessante, in cui chi è "presente" (lasciamo perdere il fatto che già per esserci devi far parte della "crema" del mondo reale e dunque aver superato il problema dei soldi come primo strumento per poter vivere..) dopo aver fatto un poco di sesso virtuale (riproduzione/ludo... le prime pulsioni della specie, ovunque) e dopo aver chiacchierato e vagato un po' ovunque (curiosità/voglia di esplorare... altro bel tema dell'essere umano, non trovi?), in molti si danno da fare per "lavorare" e "guadagnare soldi", sia pure virtuali (ma senza i quali non puoi permetterti altrettanto "virtuali" vestiti, case e ammenicoli vari per il tuo avatar...).
Ho visto persone far partire e gestire attività come e meglio che se fossero sulla terra e so di alcuni che così facendo stanno superando problemi di disagio/handicap che nella vita reale li condizionano pesantemente (un ragazzo autistico su SL è tra i maggiori "impresari", costruendo decine di isole e palazzi dove gli altri giocatori possono ritrovarsi per chiacchierare o svolgere i loro giochi di ruolo...).
Dunque lungi da me demonizzare il denaro, "sterco del diavolo" con cui ognuno di noi può/deve concimare il proprio orticello quotidiano.
Ma resto, come "professore", oltre che analista finanziario da una dozzina d'anni e soprattutto come uomo ormai da una quarantina, dell'idea che il denaro non sia tutto. E che Maslow abbia ragione da vendere dicendo che esiste una scala di valori e il denaro non è al primo posto. Se poi per alcuni lo è penso sia più un problema di percezione/gusto/aspirazione personale che non la prova di una regola inesistente. Tornando alla domanda fondamenteale: vale più la vita di un individuo (la mia, la tua, quella dei nostri figli o genitori o amici...) o l'oro/il denaro/il potere? La mia personale risposta è chiara ed essendo un punto di vista "ideologico" non è discutibile più di tanto... perchè come si dice "de gustibus..."
Ma è chiaro che c'è spazio per altre tesi, purchè non producano effetti negativi come a volte capita di vedere. Se questi effetti negativi non esistessero probabilmente non sarebbero mai nate le rivoluzioni che nel corso della storia hanno tentato (fallendo) di rovesciare un sistema di potere basato quasi sempre e solo sulla casta, sul denaro (o sull'oro prima dell'invenzione della moneta) o sulla sola forza bruta. Dalla rivoluzione francese a quella americana, fino alle BR o a Mao c'è stato chi ha provato a trovare alternative ad un incubo, purtroppo finendo spesso per creare incubi uguali se non peggiori. Ma che lo sforzo in sè fosse significativo di una necessità che resta tuttora (quella di non appiattire tutto al solo "dio-denaro") credo sia evidente, al di là ripeto della condivisione o meno delle singole posizioni di tali "rivoluzionari".
aprile 13, 2007
... : Fabrizio
Ciao Luca, seguirò il tuo consiglio di navigacchiare in quel sito che mi hai proposto, "SecondLife", infondo il virtuale appartiene all'altra faccia del reale, e serve ad esplorare le nostre "potenzialità" nascoste appunto, ma tengo a fare una piccola precisazione: in tema di sesso, preferisco ancora di gran lunga il REALE al virtuale. Sai sono un conservatore. Mi pare che siamo quindi più o meno daccordo sul fatto che il denaro ha un ruolo importante ma non fondamentale nella nostra esistenza, e che vari autori autorevoli come il nostro buon Tiziano, senza di essi (i soldi), non avrebbero potuto dar voce e forma al mondo che hanno visto, giudicato, criticato e riformulato. In merito alle "rivoluzioni" sento da tempo, di esprimermi in un modo tutto mio: sono sempre partite da una situazione di disagio profondo, hanno tentato di sovvertire un ordine precostituito tentando poi, di rimetterne uno più o meno della stessa tipologia, la pulsione che gli dava origine e vita e che le faceva crescere sempre più era sostanzialmente permeata da tanta utopia ideologica, ma il motore principale era sempre lo stesso, la ricerca del benessere per tutti ed il movente economico, motivo per il quale, terminata la loro funzione distruttiva/ricostruttiva, si ritrovavano in una posizione di "potere" con l'annesso DELIRIO. Insomma, quando si consolida un potere, il modo per tenero il più a lungo possibile è sempre lo stesso, violenza, ricerca di denaro, coercizione, azione del potere economico, ecc.. Anche nella tanto auspicata rivoluzione Marxista, il tutto doveva terminare in una dittatura, quella del proletariato. Sarei stato curioso di sapere come avrebbero operato nel sociale questi nuovi "dittatori". La rivoluzione francese nasce da una nuova classe dirigente, la "borghesia" economicamente più forte anche di quella aristocratica del tempo, la rivoluzione americana nasce da una sete di indipendenza, soprattutto economica, la rivoluzione russa da un'abberrazione umana ecc.. Ma vogliamo parlare delle guerre? Ci vorrebbe tanto tempo, ma ad esempio nella seconda guerra mondiale, il motivo che ha fatto muovere tutto un mondo contro la Germania è stato prevalentemente economico, in quanto degli ebrei nei forni, dei campi di sterminio, e delle idiologie naziste non gliene importava niente a nessuno, tutti si sono mossi quando ci si è posti di fronte ad una Germania che stava diventando ECONOMICAMENTE molto potente. Dicasi lo stesso anche per la guerra del Wietnam, per la guerra del golfo, e per i tantissimi conflitti che ancora tengono la terra in una situazione davvero precaria. Non ti sembrano motivi sufficienti per capire che l'intero pianeta è disposto a muoversi per il "potere e per il denaro"? Come mai non poniamo fine all'autodistruzione della terra dovuta ad una scellerata politica atta a foavorire l'utilizzo di risorse ormai alla frutta? Perchè si continua a produrre con vecchie metodologie senza sfruttare le tante altrernative a disposizione? Per motivi ECONOMICI caro Luca. Ci stiamo AUTODISTRUGENDO SOLO PER MOTIVI ED INTERESSI PURAMENTE ECONOMICI. La rivoluzione che veramente ha cambiato tutto è stata quella industriale, ha creato plurime forme di comportamenti sociali, nuove classi, nuovi problemi, nuove prospettive, nuove distruzioni. In seno ad essa si muoveva il CAPITALISMO, vero sistema vittorioso di tutte le rivoluzioni totali. Non pensi che se un sistema così "banale" ha trovato un totale consenso da parte del mondo, ci sia una sorta di natura in tutto questo? L'uomo e il potrere il denaro le ideologie le utopie le perversioni, le devianze, la convenienze, l'egoismo, ecc.. sono in qualche modo connaturate in noi. L'uomo con il suo "nobile" scopo su questa terra, ha bisogno di tutto questo. e Maslow lo sapeva bene, ciò che ritengo assurdo è il riuscire a tirarne fuori uno schema, o piramide di tutto questo. Siamo pregnati di tutto, amore, sentimenti, denaro, odio, perversione, potere, egoismo, impossibile sabilirne le priorità con una piramide o altri tipi di schemi, tutto è strettamente correlato. Sicuramente il mangiare e il dormire sono bisogni primari, ma il "mangiare bene" e il "dormire sereni" sono anchessi bisogni. Un saluto, a preso.
aprile 17, 2007
me too, my old boy : Luca
Quanto al sesso sono d'accordo, e spesso mi chiedo che tipo di piacere, se non puramente cerebrale, si possa provare a farlo "online". A me sembra una cretinata, vedere due avatar che "armeggiano"... ma tant'è, visto la quantità (più che la qualità...) della proposta, non solo sulla "seconda vita", evidentemente a qualcuno piace. E non ad una minoranza.
Ammessi i miei (ampi) limiti di studioso che sempre si chiede il perchè delle cose ma, come il buon vecchio Diogene, cercando l'uomo passa la sua vita senza certezza alcuna... veniamo al secondo aspetto.
Che ogni rivoluzione sia anche stata mossa da sete di potere (anche ma non solo) economico va da sè. Che ogni guerra sia (anche ma non solo) animata da desiderio di fare bottino è altrettanto certo (basta pensare al "rigore" delle norme con cui il bottino stesso veniva diviso tra truppe e comandanti dai tempi di Alessandro il Grande fino quasi ai giorni nostri).
Quello che gli studiosi che citavo notano, però, è che quando hai ottenuto questo "strumento" primario, necessario a soddisfare i tuoi bisogni "primari" in un mondo che è ormai conformato a questo metro e a questa organizzazione economica (e dunque è difficile tornare al baratto, anche se di recente qualche segnale in questo senso lo si nota), non ti basta (non a tutti almeno) accumulare altro denaro. Vuoi qualcosa di più. Vuoi il potere per il potere, oppure vuoi poterti godere la vita (usando il tuo denaro per lavorare meno, ad esempio, ed in cambio girare il mondo o startene con le palle nell'acqua del mare... o fare sesso come un riccio con la tua compagna o con una escort "reale"... de gustibus insomma). Oppure vuoi pensare, ancor più nobile, alla sicurezza altrui (dei tuoi figli, ad esempio), o ad accrescere la tua cultura o a dare la possibilità ad altri (figli, amici, conoscenti) di accrescere la loro... o ti dedichi, come fanno in america quasi tutti i grandi imprenditori, a opere di filantropia. Possiamo facilmente fare dell'ironia sul fatto che prima questi "santi uomini" abbiano massacrato, almeno "metaforicamente" i propri concorrenti per far soldi e raggiungere il potere, e che poi usino il loro soldo per comprarsi l'indulgenza divina (del resto la pratica... è stata nota e consentita per secoli, no?). Resta il fatto che lo fanno, evidentemente sentendo una pulsione quanto meno nel senso di recuperare un aspetto in precedenza trascurato della propria esistenza (o un'immagine da mostrare agli altri, il che tutto sommato non è molto diverso, visto che sta a indicare che "sentono" di essere giudicati migliori con questi atti che non con l'ennesimo miliardo di dollari in tasca).
Valli a capire gli uomini, si ammazzano, rubano, truffano (o sono vittime... non ce le scordiamo mai le vittime), solo per scoprire di voler apparire migliori, o di volerlo realmente divenire, rivalutando la cultura e le opere di bene. La solidarietà. L'amore per il prossimo oltre che verso se stessi. Tutto questo il nostro caro Tiziano (su cui Alberto Malcangi ha appena finito di scrivere un libretto interessante, dedicato al "perchè" in molti abbiano attribuito al giornalista quel ruolo di "guida" che da vivo lui ha sempre cercato di schivare...) l'ha visto e testimoniato soprattutto in Asia. Paese che fatica, come il mondo arabo del resto ma con una reazione (per fortuna nostra) meno violenta, ad "uniformarsi" al pensiero occidentale-capitalistico-materiale (uso una definizione grossolana ma lo spazio è tiranno). E tenta (con eccezioni... vedi il Giappone "stuprato" culturalmente di questi anni, o la "nuova" Cina...) di mantenersi fedele ai suoi valori tradizionali fatti anche di spiritualità e non solo di materialità. E nel frattempo ci "contamina", con molti occidentali che si fanno buddisti o seguono un sogno di cui forse neppure conoscono bene le fondamenta. Ma che dà loro la sensazione che possa esserci altro rispetto al solo denaro. E che, come dicevano gli Inglesi anni fa, "loves make the world go round". Non sarà vero ma se (ci) piace pensarlo un motivo ci sarà... o no?
Saluti...
aprile 26, 2007
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