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Se non è il denaro, qual è il segreto della felicità? Stampa E-mail
Scritto da Luca Spoldi   

Abbiamo già sostenuto che il denaro è utile ma non è il segreto della felicità umana. Serve certamente a lubrificare gli ingranaggi dell’economia, ma non è l’unica cosa che conta, come già cantava nel 1992 Luca Carboni in “Caro Gesù”: “…oh no i soldi lo so che non danno la felicità, immagina però, come può stare chi non li ha, oh no da soli lo so, da soli no no no…”. Al di là dei proverbi popolari e delle canzonette, a sostegno della tesi che il denaro non sia tutto è scesa in campo da anni la scienza con la “S” maiuscola. In una ricerca condotta presso l’Università del Michigan, è stato chiesto ad un gruppo di studenti cosa migliorasse la loro qualità di vita.

La maggior parte degli intervistati ha risposto: “più denaro”. Ma lo psicologo Mihaly Csikzentmihalyi si domanda: “Visto che siamo così ricchi, perché allora non siamo felici?”. Perché il benessere materiale, nonostante l’ampia pubblicità in tal senso, non è ciò che realmente rende felici le persone, per una serie di interessanti risvolti psicologici. Pensateci: lavoriamo duro così da poter fare più denaro, comprarci macchine più costose e vivere in case più lussuose. Ma una volta che riusciamo a fare più denaro e ad ottenere l’auto o la casa dei nostri sogni, immediatamente sentiamo che non è ancora abbastanza. Quanto piiù beni possediamo, tanti di più ci sembrano desiderabili (o necessari, a seconda dei punti di vista). Gli psicologi hanno calcolato che in media noi desideriamo il 25% in più di quanto abbiamo, sempre e comunque.

Molti di noi lo fanno inconsciamente, come rispondendo ad un istinto ancestrale tipo l’appetito per il cibo o per il sesso, cui non venga posto alcun limite dal nostro autocontrollo. Ma è inutile riuscire ad ottenere più denaro, se non riusciamo a controllare il nostro istinto che ci porta a cercare di averne sempre più, come il tirchio Ebenezer Scrooge descritto nel “Canto di Natale” (“A Christmas Carol”), composto nel 1843 da Charles Dickens. Il quale Dickens, all’età di dodici anni, a causa di un periodo di difficoltà attraversato dalla propria famiglia (il padre era stato arrestato per debiti dopo aver speso tutto il suo denaro nel tentativo di mantenere un tenore di vita familiare superiore alle sue possibilità), aveva sperimentato sulla propria pelle cosa volesse dire dipendere eccessivamente dal denaro, visto che aveva dovuto andare ad incollare etichette sui barattoli di lucido da scarpe per dieci ore al giorno in una fabbrica di un parente della madre pur di riuscire ad aiutare la famiglia in difficoltà.

Cosa serve dunque per essere felici: sempre secondo Mihaly, i ragazzi che appartengono ad una classe sociale bassa sono più felici di quelli di status sociale più elevato. Per gli adulti scatta un’ulteriore componente: in molti casi le persone più felici sono coloro che impiegano molta parte del proprio tempo in un’attività rispetto alla quale null’altro sembra più importante. In questo caso non si tratta tanto di guadagnare più denaro, ma di trovare desiderabile tale attività, al punto da essere disposti a sacrificare una quantità crescente del proprio tempo libero e delle proprie relazioni sociali pur di farla. Non il denaro, ma il lavoro, sembrerebbe dunque il segreto della felicità almeno per quanto tipo di persone.

Ad ulteriore dimostrazione di quanto sopra altri due psicologi, David Myers e Edward Diener, hanno notato che mentre il reddito personale è più che raddoppiato negli Stati Uniti dal 1960 al 1990, la percentuale di persone che si descrive come “felice” è diminuita. Insomma, il benessere non materiale ci appaga maggiormente di quanto non faccia il benessere materiale; dunque se vostro figlio volesse diventare un cantante, un poeta, un cuoco o un artigiano, non tentate di dissuaderlo magari proponendogli, se proprio non ha voglia di studiare da ingegnere o avvocato, di tentare la carriera di calciatore (o di velina, se avete una figlia femmina), perché guadagna molto più di scienziati, artisti e piccoli artigiani.

Se davvero volete la sua (oltre che la vostra) felicità insegnategli piuttosto a prendersi cura delle relazioni sociali, ossia delle amicizie, indirizzatelo verso un’attività in cui il suo contributo venga valorizzato e riconosciuto, sperate possa godere a lungo di buona salute e riesca a farsi una bella famiglia, all’interno della quale amare e sentirsi amato. Sarà una scelta molto migliore che non cercare di fare ancora più soldi solo per scoprire di non aver neppure il tempo di goderseli. Perché le nostre ricchezze materiali nella tomba, di sicuro, non potremo portarcele, come hanno scoperto a proprie spese i faraoni egiziani millenni or sono.

Commenti (6)add
i soldi non fanno la felicita ma: : otto
é vero i soldi non fanno la ficita , ma avete provato a non averli? fra un malato ricco e uno povero esiste loa differenza, se non altro nelle infermiere otto
marzo 31, 2007
e non solo nelle infermiere : Luca
Certo Otto, per questo avevo premesso: lo sapeva pure Luca Carboni che nella canzone "Caro Gesù" scriveva, sul finire degli anni Ottanta, "oh no i soldi lo so che non danno la felicità, immagina però, come può stare chi non li ha". Può stare e spesso sta male. Resta il fatto che una volta che li hai scopri che... non sei arrivato alla meta, ma hai solo una bella bicicletta con la quale, forse, riesci a fare un poco prima di altri. Ma le vere motivazioni per le tua vita devi trovarle altrove, altrimenti al massimo rischi di finire come i faraoni egiziani. Che scoprirono a proprie spese che di oro potevano fare il proprio sarcofago, ma di goderselo dall'altra parte (sempre che ci sia), beh... non se ne parla proprio. Che errore scoprirlo al termine di una vita, eh?
aprile 07, 2007
... : ale
la serenità e la soddisfazione forse?
se si crede in se stessi si arriva ad avere quanto denaro si vuole, ma non solo, qualunque cosa si voglia.
giugno 10, 2007
Sì, esatto... : Luca
il punto, Ale, è proprio questo... riuscire a trovare serenità e soddisfazione, e per riuscirvi secondo la teoria (e la mia pratica personale, per quel poco che può servire) è necessario raggiungere un buon grado di fiducia in se stessi, sentirsi bene con se stessi, essere sicuri di come ci relazioniamo con gli altri perchè conosciamo anzitutto i nostri punti di forza (e di debolezza). Il denaro può per alcuni essere un metro del successo, ma non possono essere il fine ultimo di tutto...
luglio 16, 2007
verissimo : Benji
come fare quando non si ha più fiducia nemmeno in sè stessi?
marzo 04, 2008
segreto della felicità : claudia
credo che il segreto della felicità sia solo uno, con e senza soldi, SENTIRSI AMATI.E A TUTTI QUELLI CHE NON CREDONO PIù A NULLA..... C'è UN DIO CHE VI AMA COSì COME SIETE.
maggio 13, 2008
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