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Viviamo in un mondo sempre più stressante: a causa di stimoli indotti dall’esterno e delle esigenze proprie di ciascuno di noi, raggiungere la piena realizzazione sembra un traguardo sempre più arduo. Se ai nostri nonni bastava godere di una relativa tranquillità economica, sposarsi e mettere al mondo dei figli per sentirsi pienamente uomini e donne, già i nostri padri e le nostre madri hanno assistito a una serie di trasformazioni epocali che hanno mandato in frantumi molte sicurezze.Le donne hanno acquisito sempre più potere (giustamente), mettendo in crisi la vecchia società patriarcale; l’esigenza di spostarsi dal luogo di nascita a quello, spesso distante, del lavoro e di piegarsi ai suoi orari, restando spesso fuori casa per mezza giornata o più, hanno contribuito a disintegrare i legami familiari; l’affermarsi senza alcun altro modello alternativo del consumismo ci rende tutti insoddisfatti se non riusciamo ad acquistare abbastanza, sia che si tratti di acquisti “d’impulso” come caramelle e cioccolatini, sia che si tratti di lussuosi “Suv” o di case comode, possibilmente circondate dal verde ma ben collegate ai centri urbani. L’ansia di non farcela ha favorito la nascita o lo sviluppo di professioni che vanno dagli psicologi per curare la nostra psiche ai “personal trainer” per mantenere sempre nella condizione ideale il nostro corpo. Ma poiché ogni medaglia ha il suo rovescio non solo tutto ciò costa, costringendoci a dedicare sempre meno tempo a noi stessi e allo sviluppo di relazioni vere e profonde con i nostri figli, il nostro coniuge o i nostri amici, ma accanto ai mestieri di cui sopra grande impulso hanno avuto anche tutta una serie di attività illegali, dallo spaccio di droga alla prostituzione, dal racket alle rapine, fino agli scippi e alle truffe, tutte pensate per riuscire a mettere la mani sul nostro denaro, costi quel che costi. Col risultato di farci sentire ancora più insicuri. O almeno questa è la sensazione che noi abbiamo, anche a causa della tendenza da parte dei media a dare ampio risalto ad ogni fatto di cronaca “nera” e, quasi per contrappasso, ad ogni frivolezza assolutamente inconsistente di quella che una volta sarebbe stata la cronaca “rosa” ed ora viene generalmente contraddistinto come “reality”. E questo ci porta ad un’interessante scoperta, che molti di voi, esperti navigatori sul web, avranno già fatto: se non siete soddisfatti della vostra vita reale da poco più di un anno potete provare a rifarvene una in internet, grazie al travolgente successo di “Second Life”, il mondo virtuale ormai “abitato” da oltre 4 milioni di avatar (con una crescita attorno ai 20-30 mila nuovi iscritti al giorno). Con Second Life (http://secondlife.com), dopo aver scaricato un dialer che vi connette al server centrale dove risiede il motore grafico che consente ogni interazione in un mondo che va espandendosi ogni giorno (non solo in termini di utenti ma anche di luoghi da visitare ed oggetti da utilizzare), potrete sia gratuitamente sia a pagamento decidere di registarvi e dare vita ad un personaggio (avatar) le cui caratteristiche “fisiche” (dal colore degli occhi alla muscolatura, dai vestiti alla gestualità) sono scelte da voi e possono essere via via personalizzate. Cosa potete trovare in Second Life che non trovate nella vita reale (“RL” o real life per usare il gergo di Second Life)? Un luogo in cui le vostre fantasie prendono forma, sia che vogliate nuotare al sole di una spiaggia caraibica, fare conversazione in un locale alla moda o fare sesso virtuale (in due o in gruppo, con pratiche “normali” o con l’utilizzo di attrezzatura bondage etc) in una delle tante zone “mature” che potete facilmente trovare con la funzione “search” cercando tra i luoghi più popolari. Ma poiché alla fine siamo sempre uomini e donne reali, anche nella nostra virtualità, ecco che in Second Life da qualche tempo c’è una vera e propria invasione di attività provenienti dal mondo reale, da Movimento Italia dei Valori, dell’onorevole Antonio Di Pietro che ha aperto una “sezione”, agli agenti Gabetti che sono pronti a comprare e vendere case e terreni virtuali (pagandovi in “linden dollar”, la valuta virtuale di Second Life, che però può essere convertita, volendo, in dollari reali ad un cambio attorno a 240-260 linden per dollaro Usa), mentre grandi società di software come Intel hanno già organizzato, contemporaneamente a presentazioni stampa “reali”, stand e conferenze “virtuali” in cui potete informarvi sulle prestazioni degli ultimi processori o dei più recenti software. E non mancano aziende che, oltre a sviluppare programmi specifici per migliorare l’aspetto del vostro avatar o dotarlo di particolari capacità (quella di volare è standard, così come la possibilità di utilizzare il “teletrasporto” per andare da un luogo all’altro), hanno trovato un business nel realizzare dei modellini tridimensionali del vostro personaggio. Insomma, anche l’ultima frontiera per sfuggire alle frustrazioni e ai problemi della vita di tutti i giorni non sembra sfuggire alle leggi dell’economia che regolano il mondo reale. Se e come potete comunque divertirvi in questa sorta di moderno “paese delle meraviglie” ve lo diremo la prossima volta, ora dobbiamo accendere il nostro collegamento e dare vita al nostro inviato davvero speciale che come un moderno Diogene cerca l’essenza dell’uomo in Second Life. Tra un ballo, una chiacchiera e una notte “bollente”: è un duro lavoro, ma qualcuno deve pur farlo.
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