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Gli appassionati lo sanno da tempo, grazie ad un passaparola discreto quanto efficace: se vi piacciono i giochi di dominazione o sottomissione, se vi sentite Master (o Mistress) o Slave, ora potete recitare il vostro ruolo anche online. Dove? Ma in una delle aree “mature” (per utenti maggiorenni) di www.secondlife.com, il mondo virtuale che ha ormai superato quota 5 milioni di abitanti e dove, 24 ore su 24 e 7 giorni su 7 tra i 30 e i 50 mila giocatori sono costantemente collegati contemporaneamente da ogni angolo del globo. Se “SL” (questa la sigla che identifica questa nuova “ seconda vita”, distinta dalla “RL”, ossia dalla Real Life, la vita reale di tutti i giorni) è per molti un modo nuovo e più accattivante di chattare con persone di tutto il mondo, magari mentre si sta “ballando” in discoteca o facendo windsurf sulle onde dell’oceano, non mancano infatti territori virtuali (sim) dedicate al bondage, al sadomaso o ai giochi di dominazione.Non necessariamente a scopo sessuale, sia chiaro: i milioni di appassionati della saga di Gor (un ciclo di romanzi fantasi “ultramaschilisti” nati negli anni ’70 dallo fantasia dello scrittore americano John Norman), ad esempio, hanno finora riprodotto alcune decine di città descritte nei romanzi e vi ambientano regolarmente le proprie trame. Giocando (ma se doveste incrociare un “Goreano” non usate mai questo termine, essi sono alquanto permalosi al riguardo) ad essere un “FM” (free man, un uomo libero) o una “FW” (free woman, donna libera), una “Panther” (una donna guerriera) o una “Slave” (una schiava, molto più raramente uno schiavo). Un mondo di spade, duelli, ma anche legami Master-Slave e, volendo, momenti di meditazione zen: quanto basta per rilassarsi dopo una dura o, peggio, noiosa giornata di “RL” e ricaricare le pile. Anche perché in Secondlife, e in quella parte dove è stata ricreata Gor, nessuno sembra portare con sé le angosce e le tensioni della vita quotidiana. Una novella Utopia online, dove il vostro avatar, da voi stessi scelto, modellato e abbigliato di volta in volta può farsi servire un tè con pasticcini dalla propria schiava, felice di farvi rilassare o anche di soggiacere al vostro piacere (fate attenzione alle “silk”, ossia le sete che essa indossa: se sono bianche ella non si concederà a voi sessualmente, se rosse sarà invece pronta e felice di farlo). Oppure conversare seguendo un’etichetta che ricorda un poco quella dell’epoca di Artù e i cavalieri della tavola rotonda, o meglio quella che a noi tutti piace pensare sia stata. Non ci si deve stupire: a chi non farebbe piacere, anche solo per una volta, essere trattato come un nobile guerriero, o al contrario abbandonare ogni preoccupazione che non sia quella di seguire ordini precisi e regole inflessibili? Le fantasie di dominazione-sottomissione sono presenti nell’immaginario sessuale (e non solo) del genere umano da secoli ed hanno sviluppato tre concetti base che su Secondlife (specie in Gor) appaiono ancora più facilmente osservabili: SSC, ossia Sano, Sicuro, Consensuale. Limiti che definiscono un mondo, quello del “BDSM” (bondage-sado-maso), dove il rischio di cadere in forme di violenza, sopruso o di vera e propria malattia mentale sarebbe altrimenti molto alto. Tra Master e Slave di Gor, su Secondlife, DS la sottomissione della schiava (ovvero la dominazione del/della suo padrone/padrona) può esprimersi sia tramite umiliazioni (puramente verbali, peraltro), sia senza di esse. Si tratta di giochi molto “cerebrali”, in cui i due giocatori devono essere dotati di sensibilità e profonda fiducia servono per vivere il gioco con serenità. Nella cerchia dei Goreani di Secondlife in questi mesi è in atto un dibattito: “Gor” deve evolversi, come pare, nel senso di un mero appagamento delle fantasie a sfondo sessuale o deve rimanere fedele alle novelle di John Norman, dunque mantenere una natura di Role Playing (gioco di ruolo) più complesso, ma che da anche spazio a molte più forme di attività (anche commerciali: per acquistare abiti sontuosi per il proprio avatar, o spade per i guerrieri, ma pure case virtuali e oggetti di arredamento i Goreani spendono cifre relativamente elevate in Linden, i dollari “virtuali” di Secondlife) e di relazioni tra i partecipanti? Il dibattito è aperto, nuove città stanno sorgendo per tornare alla “purezza” delle origini, mentre altre adottano codici di comportamento sempre più blandi per incoraggiare i patiti del sesso online. Voi, ad esempio, da che parte vi schierereste?
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