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La creatività è il cuore dell’intelligenza. Tentare di definirla, però, è praticamente impossibile. Un’idea deve essere del tutto originale per essere creativa? Una cosa deve essere esteticamente gradevole? L’atto creativo è sempre accompagnato dall’ispirazione, da un lampo di genio o può nascere da un impegno metodico? Alcuni psicologi definiscono la creatività come una soluzione innovativa di un problema. Altri invece pensano che la creatività sia un processo indomabile, selvaggio, che ha le sue radici nella parte inconscia della mente. Dal mio punto di vista entrambe le definizioni contengono una parte di verità. Il processo creativo può essere suddiviso in due fasi: esplorazione e applicazione. Nella fase esplorativa si cercano gli elementi, si elaborano idee nuove, si creano connessioni, si ricercano schemi insoliti. Ci si muove a tentoni, infrangendo le regole e lasciando maturare il tutto in fondo alla mente. Nella fase applicativa si portano le idee alla realtà, valutandone l’effettiva concretezza. Ognuna delle due fasi deve lavorare senza interferire con l’altra. Se durante il processo esplorativo la nostra voce “critica” continua a castrare le idee con giudizi non produrremo nulla di buono. Lo stesso se durante la fase applicativa continuiamo a ragionare per libere associazioni: potremmo non vedere mai concretizzata la nostra idea.«La creatività è per il dieci per cento ispirazione e per il novanta per cento traspirazione.» - Thomas Edison Che cos’è questo? 
Il nostro pensiero è organizzato in modo da trovare rapidamente una risposta giusta. Questo approccio dell’unica soluzione corretta ci è stato instillato dalla scuola, dai test, dai quiz a risposta breve: sì o no. Una conseguenza di questo modo di pensare è che quando cerchiamo nuove idee ci fermiamo alla prima risposta esatta e non procediamo oltre. La prima soluzione, anche se non è la migliore, blocca l’impulso ad andare avanti. Per esempio, potreste aver definito il disegno precedente come due cerchi e fermarvi lì. Oppure potreste andare avanti e vederci un uovo al tegamino, un rotolo di carta igienica visto dall’alto, un sombrero visto da sotto (o da sopra), la pupilla di un albino, la rondella di un rubinetto, le orbite di Mercurio e di Venere, la base di una lampadina, una palla da biliardo con il numero cancellato… ecc. Per questo, quando intendete fare qualcosa di creativo, non smettete di cercare. Può darsi che diciannove idee su venti meritino di essere cestinate, ma ricordate che Thomas Edison ha inventato più di duemila modi per fabbricare una lampadina.
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