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Manuale del seduttore Stampa E-mail
Scritto da Funes   
Indice articolo
Manuale del seduttore
Il lavoro su se stessi
Sostanza dell apparenza
La parola magica
La miglior difesa...
Come ipnotizzarla
Il piano di battaglia
Prevenire meglio che curare
I dieci comandamenti

COME USARE L'IPNOSI PER PORTARTELA A LETTO

Quello che stai per leggere probabilmente metterà a dura prova la tua fiducia in me. Non ti posso biasimare, è una reazione naturale.
Tutto quello che posso dirti è che queste cose funzionano, funzionano così bene che mi spaventano alle volte. Il mio unico sollievo è sapere che diventando sempre più bravo con le donne, perderai il desiderio di abusare di questo potere. Il successo ti farà voler andare più leggero contro queste creature indifese.
Quello che sto per mostrarti ti permetterà di creare una straordinaria sensazione di eccitamento in qualunque donna con cui avrai a che fare. Non dovrai più sperare nella fortuna, o in un improbabile colpo di fulmine.
Questo paragrafo ti illustrerà il modo di creare tutto ciò in circa dieci minuti, con qualunque donna, in qualunque circostanza.
Invece di appuntamenti che finiscono con un casto bacio sulla guancia, riuscirai a infilartela nel letto, a prescindere dai sentimenti nei tuoi confronti che poteva avere prima che tu usassi su di lei questa tecnica.

COME FUNZIONA

Il metodo funziona perché scavalca tutte le resistenze consce della ragazza di finire a letto con te.
Non importa su cosa siano basate queste sue resistenze. Forse non sei il suo tipo e lei pensa di aver bisogno di un certe caratteristiche in un ragazzo per scaldarsi. Forse ti vuole ma non vuol mostrarsi a buon mercato sganciandotela subito. Forse è appena uscita da una relazione con un ragazzo e ha paura di soffrire di nuovo.
Non importa quale sia il motivo, perché d'ora in poi tu sarai in grado di evitare tutto questo scavalcando il suo lato CONSCIO per gettarti direttamente nel suo INCONSCIO.

TECNICA NUMERO UNO:
LE REALTA’ CONFEZIONATE

Lascia che ti parli di un mio amico, Luca. Mi ha raccontato dell’esperienza che ha ogni qual volta legge un libro. Man mano che la lettura procede, comincia a sentirsi consapevole di certe cose. Mentre legge, tutto ad un tratto si accorge della particolare forma delle lettere, di quanto siano nere. E più se ne rende conto, più nota il candore della carta, e quanto sia liscia la sua superficie. E mentre accade tutto ciò, comincia ad avvertire chiaramente il suo respiro, il ritmico sali e scendi del petto; e ancora, quel ronzio, quell’impercettibile ronzio che sente fischiare nella testa.
E le palpebre cominciano poi a diventare pesanti, sempre più pesanti …

Ora, cos’è successo mentre stavi leggendo tutto ciò? Anche se non ero alle tue spalle mentre leggevi, scommetterei la mia collezione di Playboy che avevi cominciato ad avvertire le sensazioni che ti stavo descrivendo. Il nero intenso dell’inchiostro, il candore della carta, la sua consistenza. E il ritmo del tuo respiro, la pesantezza delle palpebre.
Questo è il punto:
L’unico modo di comprendere ciò che stai ascoltando o leggendo, è di sperimentarlo su te stesso, almeno in minima parte. Naturalmente, e senza alcuna resistenza, hai cominciato ad avvertire ciò che io volevo, perché ti era indispensabile per dare un senso, per comprendere cioè, quel che ti stavo raccontando.
E’ un genere di esperienza che sperimentiamo ogni qual volta, per esempio, ci rechiamo al cinema.
Per non perdere il filo del racconto, finiamo per immedesimarci nel protagonista, per quanto inverosimile o distante possa apparire la sua esperienza rispetto alla realtà quotidiana. E’ quel che si dice un patto narrativo.
C’è un particolare di importanza critica. Non ti avevo suggerito di sperimentare qualcosa, né tantomeno te l’ho chiesto esplicitamente. Perché questo avrebbe causato un’immediata ed istintiva resistenza da parte tua. Al contrario, quelle sensazioni te le ho presentate come parte di un racconto. Ti ho raccontato dell’esperienza che qualcun altro ha avuto, e il solo modo che avevi per comprenderla era quello di sperimentarla su te stesso.
E’, in buona sostanza, il meccanismo che sta alla base di qualunque film, racconto o rappresentazione.
Allo stesso modo, questa tecnica ti consentirà di alterare l’umore e le sensazioni che una donna sta provando, in modo da farle sentire, e desiderare, qualunque esperienza ti sia prefisso di farle sperimentare.
Cominci raccontandole la storia di qualcun altro; inserisci poi, in questo racconto, un esperienza vissuta dal protagonista, che contenga quel genere di sensazioni ed azioni che tu vuoi che lei intraprenda. Sembra troppo facile e bello per essere vero, ma ti assicuro che funziona! E più lo pratichi, migliori risultati otterrai.
Ora facciamo un esempio, per farti vedere come usare questa tecnica correttamente, in modo che lei non possa resistere. E’ di vitale importanza che siate soli, per avere la certezza di non essere interrotti. Non deve assolutamente poter essere distratta, altrimenti l’effetto svanisce. Sarebbe come accendere le luci in sala mentre il pubblico è preso dalla visione del film. Chiaro?

TU: Ti ho raccontato del mio amico, Tiziano?

LEI: No. Dimmi.

TU: E’ una cosa interessante. Una volta mi ha raccontato una storia. Ha un’amica. E a questa amica succede una cosa curiosa ogni qual volta le capiti di ascoltare un uomo parlare. Comincia, per esempio, a concentrarsi sul suono della sua voce e … mentre ascolta la sua voce, sente anche il rumore delle altre persone presenti nella sala … e avverte anche il movimento ritmico del petto … e quel ronzio che avverte nella sua testa … e la profondità, la ricchezza di quella voce, e poi … la pressione della mano che poggia sul tavolo, e il profilo del suo viso mentre lo osserva parlare … e poi l’attenzione si fissa su un dettaglio del viso, qualunque cosa attragga la sua attenzione … qualcosa che la tenga vincolata a quel dettaglio. E più si concentra, più si scopre affascinata da quel che le dice … sempre più affascinata e rapita da queste sensazioni
E si rende conto di desiderarlo, di sentire la sua mano, la sua gentile mano sul suo viso. (A questo punto sfiorale il viso con il dorso della mano) … e mentre avverte il piacere di quel tocco, con gli occhi chiusi per il piacere, il respiro diventa più profondo, e il cuore batte più forte, mentre il calore di quella voce si spande, prima nel petto, poi giù nelle cosce … il calore di quella voce … si sente avvampare, e desidera essere riempita, riempita da quell’uomo … e mentre sente queste cose … sempre più profondamente … la sensazione della sua mano che gli sfiora le cosce … si rende conto che si aprirà completamente a quell’uomo … si darà a quell’uomo … quando lui deciderà di prenderla.

Garantito che ti salterà addosso; se non dovesse succedere subito, assicurati di ripetere lo stesso tocco che le hai dato sulle cosce, più tardi.

In termini di ipnosi, questo è conosciuto come ancoraggio. In parole povere, questo significa che, ogni qual volta una persona ha un’esperienza, qualunque cosa sia associata o collegata a questa, richiamerà nella persona l’intera esperienza. E’ quello che Pavlov faceva con i suoi cani – associando il suono di una campanella con lo sbavare per la fame, poteva richiamare questa condizione a piacere semplicemente suonando la campanella. In questo caso sei tu a suonare la campanella di qualcun altro, ma spero che lei non sia proprio un cane!!!
Devi decidere tu quando usare questa tecnica, se al ristorante o quando siete soli in appartamento.
Dipende dalla tua audacia, da quanto vuoi rischiare.

TECNICA NUMERO DUE:
L’ANCORAGGIO

Abbiamo accennato brevemente all’ancoraggio nel paragrafo precedente, ora vediamo un altro modo di applicarlo per consentirti di portartela a letto al primo appuntamento.
Il primo passo consiste nel trovare il sistema rappresentativo preferito della persona con cui esci.
Lo puoi facilmente scoprire chiedendole di ricordare la sua ultima vacanza e di descriverti, con le sue parole, cosa le è piaciuto maggiormente. Se ricorda la piacevole sensazione di assorbire i raggi del sole sdraiata sulla sabbia, o il sentirsi avvolta dalle onde del mare, allora hai di fronte una persona cinestetica (ovvero che predilige le sensazioni fisiche).
Se invece le piaceva il rumore delle onde e la quiete delle notti, allora è uditiva.
Se usa termini visuali, è visiva.
Dopo, chiedile se ricorda l’esperienza più eccitante avuta recentemente. Quando pronunci la parola “eccitante”, abbassa un po’ il tono della voce, e dalle una connotazione erotica. Nove volte su dieci rammenterà un’esperienza erotica.
Quando ti risponde di sì, chiedile di chiudere gli occhi per un minuto. Poi, secondo il suo sistema rappresentativo preferito, chiedile di ricordare cosa ha visto/sentito/provato in quell’occasione. Mentre richiama alla mente quest’esperienza, noterai dei cambiamenti. Il suo viso arrossirà, il respiro si farà più intenso, il labbro inferiore si allargherà, e più in generale sperimenterà di nuovo le stesse sensazioni provate in quell’occasione.
Quando avverti che è immersa nelle sensazioni provate ricordando, stringile il polso brevemente e dille “bello!”, o qualcosa del genere. Hai creato un aggancio, un “ancoraggio” tra le sue sensazioni e la tua stretta al polso, le tue parole.
Torna a conversare normalmente e poi, più tardi, fai scattare l’ancoraggio.
Avvicinati, guardala negli occhi e sorridile mentre le stingi il polso, ma questa volta non mollare la presa. Tenendolo stretto, la trattieni in quello stato erotico che aveva rammentato, almeno fino a quando non molli la presa.
Ora hai a disposizione un’arma che puoi usare durante il resto del vostro appuntamento.
Quando poi la porti nella tua tana, stuzzicala un po’. Non farti avanti subito, limitati a sorridere con fare sornione.
Se parlando fa qualche osservazione interessante, avvicinati, stringile il polso e ripeti, come nell’occasione della suo racconto “bello!”, o qualche altra fandonia del genere.
Quando ricade nuovamente in quello stato erotico, tienile stretto il polso, poi parti all’attacco con la mano libera e con la bocca.
Pratica l’ancoraggio. Con la pratica otterrai sempre migliori risultati. Non è facile, inutile ingannarsi. Ma … cavoli, funziona!
Il bello di queste tecniche è che ti consentono di scavalcare il classico, lungo, stremante, e spesso inconcludente, appuntamento vecchia maniera.
Poi trasformare un innocente invito a bere un caffè insieme in una scopata selvaggia nel giro di un quarto d’ora.


 
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