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Il fondamento su cui si basa la Psicocibernetica di Maxwell Maltz è molto semplice, secondo Maltz il nostro cervello non riesce a distinguere tra un’esperienza realmente vissuta ed una intensamente e vividamente immaginata. In effetti, la maggior parte dei nostri limiti, delle nostra paure, derivano proprio da immagini e voci che il mondo esterno ci ha inculcato. Ad esempio i limiti imposti dai genitori: «sei un buono a nulla», «non sei capace di tenerti un fidanzato/a», «i tuoi compagni sono meglio di te…». Con il trascorrere del tempo, anche se queste voci genitoriali (vedi articolo su Analisi Transazionale) non hanno alcun fondamento reale, concreto, noi finiamo per convincercene, visualizziamo talmente bene i nostri fallimenti che diventano l’unica cosa che davvero ci riesce. Diventano la nostra convinzione, la nostra certezza.Con gli esercizi di Psicocibernetica è praticamente possibile capovolgere questa situazione, è possibile abbattere qualsiasi limite il nostro io si è imposto. Ad esempio è possibile smettere di fumare, riuscire a seguire una dieta, sconfiggere la timidezza… ecc. Qualsiasi cosa desiderate, qualsiasi vostro atteggiamento vogliate modificare, potrete farlo grazie alla Psicocibernetica. Esercizio di Psicocibernetica Per il nostro esercizio prenderemo come esempio il caso di una persona che ha paura di parlare in pubblico, poi ognuno lo adatterà alle proprie necessità agli obbiettivi che intende raggiungere. Come dicevamo prima, la Psicocibernetica si basa sul concetto che il nostro cervello non riesce a distinguere tra esperienze reali e quelle intensamente immaginate. Per fare ciò è fondamentale imparare a rilassarsi utilizzando il Training Autogeno. Una volta che avremo imparato le tecniche di Training Autogeno durante la fase più profonda del rilassamento cominceremo con gli esercizi di visualizzazione. C’immagineremo nella situazione in cui, tranquillamente, senza ansia, parliamo ad un vasto pubblico, con sicurezza, come se fosse la cosa più naturale. Vedremo ogni dettaglio dell’ambiente in cui ci troviamo, se siamo su un palchetto da oratori, ci rappresenteremo la sensazione che il legno da al tatto, sentiremo l’odore, il brusio della sala, vedremo il pubblico interessato alle nostre parole. Più dettagli saremo capaci di inserire e più il nostro cervello non comprenderà la differenza tra questa esperienza immaginata ed una reale. Questo esercizio va ripetuto, secondo Maxwell Maltz, almeno per 21 giorni. Non è un numero magico, ma è il tempo che impiega il nostro cervello a rinnovare le sue mappe mentali. E’ importante non essere disturbati durante l’esercizio di Psicocibernetica, per cui scegliete un orario, ad esempio la sera, e per almeno 21 giorni lo ripeterete. Non preoccupatevi se le prime volte la visualizzazione non riesce perfettamente, ogni giorno che passa diventerete più bravi ed aggiungerete nuovi dettagli. I dettagli sono fondamentali per il buon esito dell’esercizio. Il giorno in cui davvero vi troverete a dover parlare in pubblico, rimarrete sorpresi nello scoprire che la cosa non vi genera ansia, sarà più naturale di questo mondo, come se l’aveste fatto centinaia di volte.
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